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CONFINI, LA LINGUA DEL DIAVOLO
DURATA
18.30 - 1 PROIETTORE
DIGITALE SCHERMO PANORAMICO
MULTIVISIONE LUCIANO LAGHI
BENELLI
Il culto di
San Michele Arcangelo ha segnato il ruolo del borgo
fortificato di Civitella, frontiera, nei secoli del
Medioevo e dell’Età Moderna, tra il dominio
pontificio e le terre della Romagna Toscana. È da
questo carattere sedimentato nell’identità storica
di Civitella, che prende spunto la manifestazione
“Confini. La lingua del diavolo”, che su progetto di
Mario Di Cicco ha riunito sette artisti per
riflettere sull’idea e sul valore del “confine” nel
nostro attuale contesto culturale e sociale.
Attraverso le opere, le installazioni e alla
multivisione, emerge un messaggio importante,
che esprime la necessità di trasmettere un valore
diverso del “confine” inteso come dimensione dove
l’uomo ritrova la sua dignità. Da questo punto di
vista il confine termina di essere una separazione
un barriera, ma diventa un’esperienza di arcana
bellezza della vita attraverso la preziosa diversità
dell’altro. Hanno collaborato: Mario Di Cicco, Ivo Gensini,
Franca Faedi, Graziella Giunchedi, Pietro Lenzini, Vittorio
Mascalchi, Tommaso Andrea Bressan, Enrico Bertoni.
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